Bande musicali ad Acquafondata, ma c’è di più…

di Paolo Mignozzi

Otto piccole bande musicali di altrettanti piccoli comuni del frusinate, accomunate dal ricordo del maestro Giuseppe Giuliano, che le ha dirette per lunghi anni, si sono date appuntamento ad Acquafondata per ricordarlo ed esprimere così il loro pubblico ringraziamento. L’insegnamento musicale impartito a figli e nipoti e soprattutto l’esempio di una vita esemplare e mite, capace di aggregare attorno alla grande passione per la musica spiriti semplici e talvolta ribelli, ha toccato la mente e i cuori di tutti.

Paolo Lombardi l’ideatore dell’iniziativa, già capobanda e presidente della complesso bandistico musicale di Acquafondata, animato da grande passione, dedica gran parte del suo tempo libero a questa attività ed al suo paese ed è degno allievo di cotanto maestro. La Banda di Acquafondata è stata fondata nel 1876 subito dopo l’Unità d’Italia e Roma capitale. La storia racconta che, proprio in un convegno bandistico a Sora, la banda di Acquafondata, guidata dall’allora sindaco Antonio Russo, fu molto apprezzata da Margherita di Savoia, regina d’Italia; ella volle, per questo, esaudire una sua richiesta e fece perforare la montagna al fine di trasferire a valle l’acqua piovana stagnante. Oggi viviamo in un epoca che non insegna a riflettere sui valori e le tradizioni del passato ma coloro che vivono in piccoli centri come quelli che hanno partecipato a questo convegno sanno bene quale tesoro culturale può significare una banda musicale nella cui formazione, nel tempo, si danno il cambio le generazioni di nonni, padri e nipoti, sanno quale senso di appartenenza può donare e come sia fonte d’insegnamento di ordine e disciplina ma anche di valori superiori. Si rispettano i tempi e le pause musicali, crome e biscrome, l’ordine e la pulizia della divisa, si cura lo strumento e l’allineamento di riga e fila, ma anche, ad esempio, il rispetto degli anziani.

Chi scrive ha conosciuto il maestro Giuliano fin dagli esordi: venne a Roma nel 1975 proprio con la Banda di Acquafondata che suonò sotto le finestre del Papa sperando che Sua Santità Paolo VI si affacciasse; suonarono con enfasi e sudore fino all’ultimo fiato ed erano davvero commoventi tutti nelle loro divise troppo grandi o troppo strette, le scarpe colorate e le cravatte dai nodi sbagliati ma Giuliano aveva lo sguardo lontano verso un mondo che forse noi allora non potevamo capire. Lo stesso suo figlio, l’avvocato Giovanni, intervenendo alla cerimonia, lo ha ammesso – solo oggi capisco l’importanza di ciò che faceva mio padre – finendo poi per congratularsi vivamente con tutte le formazioni musicali che pur senza alcun maestro a dirigerle (così hanno voluto) hanno suonato perfettamente come se a dirigerle ci fosse stato ancora lui, il compianto maestro Giuseppe Giuliano.

La manifestazione svoltasi nel pomeriggio sera ha visto la partecipazione dei gonfaloni e delle rispettive formazioni bandistiche dei comuni di Arce, Santo Padre, Rocca d’Evandro, San Giorgio a Liri, Vallemaio, Villa Latina, Monticelli, Sant’Elia e Pignataro a cui si sono aggiunti i gonfaloni di Filignano e Viticuso, il labaro dei bersaglieri della sezione Cardito-Vallerotonda e le majorette di Galluccio. Dopo la funzione religiosa celebrata da Don Nello, parroco di Sant’Angelo, un breve discorso commosso del sindaco Antonio Di Meo che a nome dell’amministrazione comunale di Acquafondata e dei cittadini tutti si è detto ben felice di patrocinare simili iniziative che donano lustro e spessore culturale alle nostre comunità. Centinaia e centinaia di cittadini, anch’essi particolarmente partecipi, nella piazza antistante il municipio, hanno poi potuto assistere fino a sera ad una bellissima esibizione di ciascuna banda che poi, tutte insieme, in un crescendo di suoni ed emozioni, hanno intonato “Cuore d’Abruzzo” e “l’Inno di Mameli”.

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