Sagra degli Gnocchi

  • L’origine della festa
  • L’inno della sagra
  • La manifestazione oggi
  • I preparativi della festa
  • Le massaie di Acquafondata
  • Gli gnocchi preparati secondo la tradizione di Acquafondata
  • Alla sagra cucina anche tu

L’origine della festa. 

Acquafondata è un  piccolo borgo montano  con economia  familiare,  legata prevalentemente alla pastorizia e alla coltivazione dei prodotti della terra.Il terreno  dei campi è  particolarmente adatto alla coltivazione della patata  rossa, un tipo di tubero che non trattiene l’acqua ed  ha permesso in tutti questi anni una produzione  di patate di qualità superiore alla media.  La “Sagra degli Gnocchi” nasce dunque proprio per valorizzare questa  realtà  rurale e per far conoscere le ottime patate rosse  del  paese.

La prima “Sagra degli gnocchi” si tenne precisamente nel 1961 per volere dell’allora sindaco Giovanni Fuoco, uomo onesto, leale amante della gente di Acquafondata.

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Si deve a lui l’intuizione di valorizzare sia economicamente che turisticamente il paese creando questa meravigliosa manifestazione che attira  tanti turisti nel periodo estivo. Oltre alla gente del paese, i suoi più stretti collaboratori e sostenitori furono, allora, i giornalisti Domenico Tortolano (Il Messaggero) e Michele Giordano (Il Mezzogiorno). L’idea di creare una sagra fu accolta con entusiasmo anche dagli amministratori regionali e provinciali. L’ottima riuscita della prima edizione ed il gran successo di pubblico contribuì a perpetuare la manifestazione fino ai nostri giorni.

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L’inno della Sagra

I canti popolari accompagnano da sempre il lavoro popolare collettivo. Sono tantissime ad esempio le canzoni della tradizione legate al lavoro dei campi, e non solo, in cui il canto non solo era un antidoto contro la fatica ma serviva anche a scandire in maniera precisa il ritmo del lavoro.

Seguendo questa tradizione, negli anni Sessanta anche il lavoro di preparazione degli gnocchi ispirò la composizione di un testo semplice che ancora oggi le massaie cantano mentre sono intente ad impastare.

Il testo, tra rime baciate, inneggia gioiosamente ad Acquafondata e ai suoi gnocchi:

La manifestazione.

Questa festa, iniziata ad Acquafondata quasi in sordina negli anni Sessanta, è diventata un evento gastronomico e culturale irrinunciabile. Cultura certamente popolare, ma non per questo meno importante.

La manifestazione ha un carattere semplice e familiare e si tiene generalmente in una giornata del mese di Agosto. La festa, già dalla mattina, è nell’aria: la banda musicale del Comune di Acquafondata suona per i vicoli del paese, richiamando gli abitanti a partecipare all’assaggio degli gnocchi che, ovviamente, è il momento clou della giornata e che, nelle prime edizioni avveniva a mezzogiorno, ma negli ultimi anni è stata spostato nel tardo pomeriggio a partire dalle ore 18:00.

Quando inizia l’assaggio degli gnocchi file interminabili di persone, spesso venute da fuori paese, aspettano il loro turno per gustare questo ottimo cibo. La piazza del paese accoglie i suoi ospiti con tavoli e sedie, per alleviare la fatica dell’attesa, con musica di zampogne e con suoni e balli di gruppi  folcloristici.

Se dopo l’abbondante piatto di gnocchi qualcuno non si sentisse ancora sazio può proseguire il pasto nei due ristoranti locali o optare per assaggiare ciò che offrono gli ambulanti che arrivano numerosi nel paese.

Per chi si trattiene oltre il pasto, la serata è generalmente allietata da uno spettacolo di musica leggera.

I preparativi della festa.

Se ci si vuole immergere completamente nel clima di festa bisogna arrivare ad Acquafondata almeno un giorno prima della sagra perchè, per i paesani, la festa inizia già con i preparativi. La preparazione  della sagra è coinvolgente, è un evento con ruoli ben definiti dove ognuno fa la sua parte anche se forse le vere protagoniste di questa  festa sono le donne di Acquafondata che con il lavoro attento e duro delle loro braccia, realizzano la possibilità di  degustazione di un piatto tipico della nostra terra di Ciociaria accompagnato da vini locali.

Già la mattina del giorno prima della festa in piazza c’è fermento: gli uomini si occupano dell’allestimento dei tavoli per l’assaggio degli gnocchi e del montaggio, con assi di legno grezzo, di un grande gazebo in un angolo riservato della piazza che sarà il luogo deputato alla preparazione degli gnocchi. I giovani si occupano degli addobbi e dell’intrattenimento. C’è poi chi si occupa della legna da ardere per il fuoco perché tutto viene cucinato, non sui fornelli, ma in grosse pentole scaldate da fuoco di vera legna. Durante le giornata in  un angolo del gazebo c’è chi si dà da fare per preparare il sugo di carne come la tradizione comanda ( la ricetta è “top secret”).

Tutta la giornata si può assistere ai preparativi come se fossimo dietro le quinte di un teatro. Tutti si danno un gran da fare fino a sera tarda quando arriva il momento di far bollire sul fuoco  le patate in grossi paioli e tutti, anche i meno esperti in cucina, possono contribuire a pelare le patate rosse di Acquafondata. Il clima è gioioso, si beve un po’ di vino e si innalzano nell’aria canti  popolari.

Le massaie di Acquafondata.

Le massaie di Acquafondata sono persone meravigliose che amano il loro paese e lo esprimono ogni anno il giorno della Sagra nella preparazione degli gnocchi quando le loro mani esperte regalano ai visitatori e ai concittadini i sapori decisi della terra di Acquafondata. Quintali di farina da “ammassare” ma mentre si fanno gli gnocchi le “massaie” parlano, ridono e cantano e, tra risate e canti,  riescono a mitigare la fatica e la stanchezza di giornate laboriose nella preparazione degli gnocchi.  Guardandole si rimane incantati nel vedere la maestria dei loro movimenti. Ognuna ha un ruolo preciso e non interferisce sulle altre.

Queste donne, custodi della tradizione, accolgono con piacere tra di loro anche turisti e persone non abitanti nel paese che intendano portare un contributo nella preparazione di questa prelibata pietanza. E’ un momento di festa che fa sentire tutte le persone partecipanti un po’ più unite. E’ un momento di vera aggregazione dove ci si sente parte di un ”momento magico” che si realizza ogni anno grazie alla loro bravura e fatica fisica.

Tra tutte queste donne ricordiamo con piacere la signora Gilda Di Bona, colei che con maestria coordinò il lavoro delle altre massaie il primo anno della manifestazione. La sua attività  di “prima massaia” è proseguita per anni a seguire.

Grazie massaie che preparate con la vostra bravura gli gnocchi della Sagra.

Gli gnocchi preparati secondo la tradizione di Acquafondata.

La sera prima della Sagra le “massaie” di Acquafondata lavano le patate con la buccia mettendole in una pentola con acqua fredda. La logica è sistemarle per bene ponendo le più grosse in basso e le più piccole in alto.

Una volta preparate le patate per l’ebollizione si coprono con un coperchio.bollire_patate

Una volta portata l’acqua a bollore, le lasciano cuocere per circa 30 minuti.

Quando le patate sono cotte, si pelano ancora bollenti facendo ovviamente attenzione a non scottarsi le dita poi, ancora calde, si schiacciano nel passapatate. Il purè così ottenuto va quindi lasciato raffreddare sulle spianatoie di legno ed una volta freddo si mescolerà con uova, un pizzico di sale, un pizzico di formaggio parmigiano e la farina.

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La quantità della farina necessaria può variare a seconda del tipo di patate. Si lavora la grande quantità di impasto con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo, ma non troppo duro. La lavorazione dell’impasto è un’operazione che richiede un bel po’ di energia. Inizialmente si fatica a maneggiare la pasta perchè risulta sempre appiccicosa. L’impasto ideale dovrebbe essere morbido e relativamente elastico, se è troppo molle e appiccicoso le massaie aggiungono un po’ di farina. Le massaie versano la farina un po’ alla volta ed impastano velocemente il composto perché una lavorazione troppo lunga renderebbe l’impasto colloso. Più gli gnocchi rimarranno morbidi, più risulteranno gradevoli al palato.

Si continua facendo dei rotoli di pasta. Si ottengono tanti panetti più piccoli da cui si formano tanti “serpentoni” della grandezza di un dito. Questi ultimi vengono tagliati a tocchetti lunghi al massimo due centimetri di lato. Per evitare che questi quadrotti di pasta si attacchino le “massaie” li spolverizzano leggermente di farina.

E’ il momento di “cavarli” (scavarli) ad uno ad uno ed uno al centro con un dito ottenendo la forma del tradizionale gnocco.

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Con il dito indice della mano destra si effettua una operazione delicata che permette ai pezzetti di pasta di patate, tagliati dalle massaie, di avere un incavo nella loro parte centrale. Solo così il sugo che condirà gli gnocchi avrà la possibilità di essere assorbito dall’impasto nel migliore dei modi.

Gli gnocchi così ottenuti sono posti su dei vassoi di cartone infarinati. Gli gnocchi vengono cotti in abbondante acqua salata. La cottura sarà abbastanza veloce, per cui si “tuffano” gli gnocchi pochi alla volta in modo che l’acqua mantenga sempre il bollore e rimanga in movimento.

Non appena verranno a galla saranno cotti e tolti delicatamente dalla pentola con un mestolo forato o una schiumarola (mestolo bucarellato). Gli gnocchi vengono conditi con il sugo ed abbondante formaggio grattugiato.

Qui sotto una galleria fotografica per seguire tutto il procedimento e…buon appettito!

Alla sagra cucina anche tu.

Vuoi vivere un’esperienza coinvolgente? Vuoi scoprire da vicino i segreti della cucina ciociara? Allora non limitarti a partecipare alla sagra ma entra direttamente nello staff della cucina. Entrerai direttamente in contatto con le massaie più esperte da cui potrai apprendere l’arte di preparare degli gnocchi di patate a regola d’arte.

Prenotati chiamando gli uffici comunali al 347 8529639 oppure invia un’email a comuneacquafondata@libero.it

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