Strutture Comunali

GIARDINI PUBBLICI:

Struttura  situata nel centro del paese. Oasi  nel verde per avere un momento di relax e tranquillità. La struttura è composta da due piani. Il piano inferiore è dedicato ai bambini con un piccolo parchetto giochi.

La parte superiore, con annesse panchinette, è dedicata a chiunque voglia ritrovare se stesso, nel silenzio del luogo, ammirando il paese, che compare davanti, con la cornice del monte Monna.

“PARCHETTO GIOCHI DEGLI GNOMI”

(per bambini da zero a dieci anni)

Nel piano inferiore  dei giardini pubblici nasce il “Parchetto degli Gnomi” piccolo spazio dedicato ai bambini da 0 a 10 anni.

Mantenimento delle Aree Verdi: ….”Per trascorrere  delle ore insieme, ai propri figli ed ai propri nipoti, in un’area attrezzata adibita ai bambini, di età compresa da zero a dieci anni,  l’Amministrazione comunale ha pensato di ristrutturare e ripristinare un’area verde da adibire a “Parchetto giochi comunali”.  Il Parchetto è collocato nel centro del paese e precisamente nella  “Villa Comunale” per  permettere ai bambini  una condivisione nel gioco  con i coetanei ed una vicinanza con gli adulti e gli anziani.  Il “Parchetto giochi” (the LITTLE PARK GNOMES) è un bene pubblico da conservare con rispetto. Tutti saranno vigili nel controllare la struttura. Questo “l’obiettivo  comune”. E’ necessaria una viva collaborazione e partecipazione  per il mantenimento del parco tra cittadini residenti/e non e l’amministrazione comunale. Al fine di tutelare la struttura il Comune  introdurrà regole e sanzioni precise contro atti di  distruzione e vandalismo. Bisogna alimentare il senso civico per i beni pubblici utili alla comunità.

“La conservazione del Parchetto è affidata principalmente all’educazione dei visitatori”…..

piccola riflessione: dopo aver molto combattuto per la realizzazione di questa “piccola” oasi per i bambini con dei giochi particolari come il “salta tappeto” abbiamo potuto constatare che la mancanza di rispetto per le “cose comuni”  ha reso inutile lo sforzo fatto. Oggi il “salta tappeto” non esiste più perchè qualcuno ha voluto distruggerlo con troppa leggerezza. Anche le “piccole casette”  e le altalene per i bimbi hanno subito danni. Acquafondata è un piccolo Comune, con poche risorse, per questo è necessario che ognuno di noi si impegni per mantenere quelle “poche” cose  che  si riescono a realizzare.

“il salta tappeto”oggi  non c’è più: distrutto

Nel parchetto giochi si possono organizzare delle feste per i bambini:

LA BIBLIOTECA COMUNALE DI ACQUAFONDATA

“I libri fanno parte della storia e della cultura di un paese civile”

 

Il Comune di Acquafondata, in collaborazione con l’Associazione S.I.A.M.O., ha allestito  al piano terra del Palazzo Comunale una Biblioteca  aperta a tutti i cittadini. La biblioteca è un luogo aperto a tutti dove si potrà leggere, studiare, cercare informazioni e socializzare incontrando nuovi amici. Vi si trovano libri di vario genere: dalle ultime novità ai classici, dai fumetti ai giornali quotidiani, dalle riviste ai dvd, dai libri per adulti ai libri per ragazzi. La biblioteca ha  in dotazione dei computer per navigare in Internet. Il patrimonio della biblioteca è disposto a scaffale aperto e facilmente accessibile ed è organizzato in diverse parti o sezioni: opere di narrativa e di divulgazione per adulti e ragazzi, strumenti per la ricerca, enciclopedie e dizionari. E’ possibile usufruire della piccola  sala per studiare e consultare testi  senza alcun bisogno di essere iscritti. Per quanto riguarda l’utilizzo del computer portatile personale, sarà possibile collegarsi con un portatile per volta.

Con la biblioteca nasce una campagna  chiamata:

“UN LIBRO IN AFFIDO”: Chiunque avesse in soffitta o in cantina libri, riviste, enciclopedie,dvd, da dismettere può portarle “in affido” alla  neo-nata “Biblioteca Comunale di Acquafondata” per  la realizzazione di un cospicuo patrimonio libraio utile alla comunità.

Lo scopo e l’obiettivo prefissato da questa campagna è la ricerca di “libri usati e non” destinati ad essere catalogati  negli scaffali della nuova Biblioteca Comunale. Grazie alle donazioni che giungeranno sia dai privati cittadini  che dagli Enti  pubblici la Biblioteca Comunale raggiungerà in breve tempo, dalla sua istituzione, l’obiettivo di realizzare “un’oasi culturale” per chi ha voglia di conoscere, di leggere, studiare, cercare informazioni. Un luogo di socializzazione che porterà alla conoscenza di nuovi amici.

“….l’Amministrazione  punta su un’idea moderna di Biblioteca Pubblica, intesa non solo come luogo di studio e di ricerca, ma come “cenacolo culturale” e punto di incontro per giovani e famiglie al fine di aprire loro una finestra sugli ampi orizzonti della cultura. L’allestimento della biblioteca non sarà, quindi, solo un semplice recupero di un patrimonio librario, in gran parte disperso e dissipato dall’incuria e dal disinteresse, ma soprattutto, un modo per consentire alla ormai “sopita realtà sociale” di spaziare sugli immensi orizzonti della “cultura globale”…..

“Se ami il tuo paese aiutalo a crescere. Piccoli passi per un grande sogno”

Il problema principale è incrementare  la crescita della biblioteca con un ulteriore ricerca di nuovi  libri. Molti cittadini hanno già fatto pervenire i loro libri ma se ne attendono degli altri. La voglia di esserci e di sentirsi parte integrante del paese nasce anche da questa piccola iniziativa che avvicinerà la nostra comunità sicuramente  al confronto con  altre realtà esistenti. Grazie  a tutti quelli che hanno già dato una mano allla realizzazione di questa iniziativa con la loro collaborazione.  ò

——————————————————————————————

CONSIGLIATI DALLA BIBLIOTECA COMUNALE

DI ACQUAFONDATA:

Sono libri, sritti che riguardano  e raccontano la Ciociaria, la nostra terra.

 

 

ACQUAFONDATA E CASALCASSINESE

di Emilio Pistilli,

Comune di Acquafondata 2004, Tipogr. Ugo Sambucci, Cassino; pagg. 224 illustr. b./n. e col., f.to cm. 17×24; s. pr.

prefazione di

Ricordare a partire dalle origini, a partire dalla fondazione, a partire dai primi documenti in cui appare il nome del paese per poi andare a verificare come si sono sviluppate le vicende relative alla popolazione di questo comune nel corso dei secoli e fino ai nostri giorni, con un obiettivo immediato ed importante: consegnare questo ricordo, queste testimonianze, questi documenti alle generazioni future perché ne facciano tesoro e perché facciano tesoro della storia di questo comune inteso in senso lato, della gente che ha popolato nei secoli questo territorio. Ecco dunque la validità di un’operazione culturale come quella effettuata da Emilio Pistilli con il suo volume su “Acquafondata e Casalcassinese”. Ci sono, inoltre, altri aspetti che vanno sottolineati. Primo: il volume vuol essere soprattutto uno strumento di lavoro, un utile strumento di lavoro. Il libro riporta, in abbondanza, le fonti documentarie. Si tratta di documenti stampati per la prima volta, oltretutto proposti in forma estremamente leggibile (chi fa ricerca d’archivio sa quanto sia faticosa la lettura di documenti originali scritti in latino o in un italiano così diverso rispetto a quello di oggi, scritti a mano di cui molto spesso non si riesce a comprendere le parole o talvolta il significato della frase e bisogna continuamente andare a cercare riscontri sulla veridicità di quanto letto in essi). Quest’opera, dunque, deve fungere da stimolo, da sprone per chi ama questo territorio per continuare nelle ricerche, per continuare nelle indagini sugli aspetti di vita del passato. Il volume è uno spaccato di vita sociale, di credenze, di disposizioni degli organi amministrativi, di ordini, inquisizioni, richieste, petizioni, il tutto basato su un’accurata ricerca d’archivio, su un’indagine attenta. Insomma il volume “Acquafondata e Casalcassinese” vuol essere un punto di partenza poiché presuppone una continuazione negli studi e nelle pubblicazioni (ad esempio meritano approfondimenti delle problematiche come quelle relative alle terre demaniali di Casalcassinese, oppure la questione relativa alla strada Vallerotonda-Acquafondata).  Secondo: il volume va a colmare un vuoto. Un po’ tutti i comuni di questa zona hanno un libro dedicato alla loro storia, alle loro tradizioni, alle vicende che di cui sono stati protagonisti nel corso dei secoli, ed ecco che finalmente anche Acquafondata e Casalcassinese hanno un loro libro relativo alla loro storia. Dalle origini, dalla fondazione dei due centri, dall’etimologia dei due toponimi di Acquafondata e Casalcassinese, alle donazioni fatte, alle inquisizioni, all’appartenenza allo stato cassinese come territorio di confine e quindi soggetto a usurpazioni e influenze di autorità laiche e religiose limitrofe, al catasto onciario del 1748 (e vi posso garantire che non sono molti i comuni che hanno a disposizione i dati relativi a questo importantissimo documento), alle vicende dell’Ottocento e Novecento fino a giungere ai giorni nostri. La popolazione di Acquafondata e Casalcassinese ci si ritrova tutta nel libro di Pistilli, un’opera che contiene storia e tradizioni del passato ma allo stesso tempo è come una istantanea, una fotografia un po’ più ricca, abbondante, particolareggiata e esauriente delle altre, che sembra fermare il tempo in un preciso momento. Terzo: il volume attraverso le fotografie di manifestazioni svolte negli anni passati vuol essere, o almeno credo che voglia essere, un incentivo al futuro di Acquafondata e Casalcassinese, un tentativo di ricerca per un possibile sviluppo economico e sociale del comune che si vada a basare sul turismo, sul richiamo delle bellezze naturali di questo territorio e sulle attività culturali e aggregative che le amministrazioni comunali vorranno e sapranno attuare nel futuro a breve e medio termine . Sugli aspetti storici e sulle vicende legate ad Acquafondata e Casalcassinese vanno focalizzati alcuni punti. Uno di questi è relativo all’appartenenza del comune allo Stato cassinese, situato, però, in territorio di confine e quindi soggetto a usurpazioni e influenze di autorità laiche e religiose limitrofe. Da alcuni documenti del secolo scorso si evince che tale influenza si è protratta a lungo nel tempo: il 1848 è stato l’anno dei tentativi rivoluzionari scoppiati un po’ in tutta l’Europa ed anche in Terra di Lavoro – in quei tempi facente parte del Regno delle due Sicilie governato dai Borbone – che fu percorsa da fremiti rivoluzionari. Se da una parte c’era la borghesia, quella delle professioni (avvocati, notai, medici) e delle attività industriali che reclamava più spazio, più partecipazione all’amministrazione della cosa pubblica a livello locale e nazionale, dall’altra parte c’erano i contadini, i lavoratori della terra che protestavano utilizzando uno dei pochissimi strumenti di contestazione a loro disposizione: l’occupazione delle terre. Anche la zona di Acquafondata e Viticuso fu percorsa da agitazioni contadine nel 1849-1849 come è dimostrato dai numerosi, anche se minimi, reati forestali (disboscamenti, appropriazione di legno e prodotti) e soprattutto dal fatto che proprio molti ‘naturali’ di Acquafondata (come venivano definiti a quel tempo i residenti del comune) nel 1849 inviarono una lettera di supplica al vescovo di Venafro per chiedere perdono per aver occupato delle terre senza il permesso delle autorità legittime, e per aver iniziato a dissodare e coltivare questi fondi che poi erano rimasti incolti. Se negli anni del medioevo l’amministrazione temporale spettava al vescovo di Venafro, come dice Pistilli, mentre i beni materiali erano di proprietà Montecassino, ora, nel 1848, bisogna presupporre che anche le autorità ecclesiastiche di Venafro avevano possedimenti ad Acquafondata e Casalcassinese. Altro aspetto da considerare è dato dai motivi che hanno determinato prima la fusione di Acquafondata e Casalcassinese con Viticuso e poi la riacquisizione dell’autonomia amministrativa. Emilio Pistilli ce li spiega molto bene anche perché poi si occupa degli strascichi e delle problematiche aperte dalla separazione (soprattutto quelli inerenti i confini tra i due comuni che, a quanto pare, ancora non hanno trovato una sistemazione definitiva). L’accorpamento avveniva quando un comune non soddisfaceva una serie di requisiti soprattutto quelli relativi al numero degli abitanti (almeno mille) e al numero di ‘eleggibili’ (quelle persone che possedevano i requisiti per essere incluse nelle liste elettorali e quindi potevano reggere le cariche comunali). L’accorpamento tra Acquafondata e Viticuso si ebbe nel corso del cosiddetto decennio francese, e dette vita ad un comune inizialmente denominato «Viticuso-Acquafondata». Il Consiglio comunale, riunitosi in seduta il 12 novembre 1862, deliberò che tale nome dovesse essere modificato sulla base della considerazione che Acquafondata «non è una frazione né un villaggio ma bensì nel 1812 fu aggregato a questo comune di Viticuso», per cui la nuova denominazione doveva essere quella di «Viticuso ed Acquafondata». La fusione si protrasse per novant’anni, finché il 26 giugno 1902 Acquafondata e Casalcassinese riebbero la loro autonomia amministrativa. Un’autonomia che rischiarono di perdere di nuovo poco dopo quando il fascismo operò una profonda ristrutturazione amministrativa che riguardava gli enti locali e cioè le province e i comuni. All’inizio del 1927, con un unico decreto il fascismo creò 17 nuove province (fra cui quelle di Frosinone, Rieti e Viterbo per dare fisionomia al Lazio), spostando parti di territorio: ad esempio, Acquafondata, Cassino ecc., che avevano fatto parte del circondario di Sora della provincia di Terra di Lavoro, vennero aggregati a Frosinone che fino a quel momento aveva fatto parte della provincia di Roma; poi nel marzo del 1927 una nuova legge stabilì la soppressione di circa 1000 comuni minori oppure lo spostamento di frazioni da un comune all’altro. Anche Acquafondata e Casalcassinese in un primo momento vennero interessate da questo movimento di accorpamento, ipotizzando una nuova riunificazione con Viticuso in un nuovo comune dal nome di Montelittorio. Nel periodo relativo alle drammatiche vicende della seconda guerra mondiale, Acquafondata e Casalcassinese seguirono il corso delle vicende belliche del territorio. I tedeschi decisero di fortificare le postazioni e la popolazione subì rastrellamenti per essere utilizzata nelle opere difensive, così come subì razzie da parte dei militari tedeschi e lo sfollamento, anche se preferì correre gravi rischi pur di non abbandonare le proprie case, i propri averi e rimanere lì nella speranza che la guerra passasse velocemente. Pistilli ricorda l’azione valorosa di figli di questa terra nel corso della guerra mondiale come quella del sottotenente Agostino Papa che riuscì a fornire agli alleati delle informazioni, rilevatesi importanti, sulle batterie difensive dei tedeschi. Acquafondata e Casalcassinese furono liberate nel gennaio 1944 e divennero zone delle immediate retrovie dell’esercito alleato. Inizialmente vi si installò il Corpo di Spedizione francese in cui erano inquadrati soldati marocchini, algerini. Per più di due mesi esse sperimentarono in piccolo ciò che le truppe di colore attueranno in grande stile ad Esperia, Pico Pontecorvo ecc. dopo lo sfondamento del fronte, alla fine di maggio 1944. Poi Acquafondata e Casalcassinese divennero la sede operativa dei polacchi del gen. Anders. Un ultimo aspetto che andrebbe indagato e che merita un’approfondita riflessione è quello legato al calo demografico e al lento, progressivo, inesorabile spopolamento di Acquafondata e Casalcassinese: dai 1200-1600 abitanti di qualche secolo fa, ai circa 1.100 di metà dell’Ottocento, ai 935 residenti nel 1943, fino ai 289 di oggi. Sicuramente l’effetto dell’emigrazione (in particolare quella del secondo dopoguerra perché nel trentennio precedente più delle leggi e della volontà del fascismo poté la crisi del 1929), e lo spopolamento della zona, come è avvenuto un po’ in tutti i comuni di montagna italiani, è stato inesorabile ed inarrestabile, paradossalmente in un momento in cui, come si dice, le distanze sembrano essersi accorciate e la tecnologia ha messo a disposizione sempre più efficienti e veloci mezzi di trasporto. Quest’ultima fatica di Emilio Pistilli si presenta, dunque, anche come un’iniziativa che possa contribuire ad una inversione di tendenza.

——————————————————————————————

 

 

ACQUAFONDATA

Editore: Betascript Publishing

15High Quality Content by WIKIPEDIA articles! High Quality Content by WIKIPEDIA articles! Acquafondata ist eine Gemeinde in der Provinz Frosinone in der mittelitalienischen Region Latium mit 292 Einwohnern (Stand 1. Januar 2009). Sie liegt 165 km südöstlich von Rom, 84 km östlich von Frosinone und 25 km nordöstlich von Cassino. Acquafondata liegt auf einem Hügel am Rande der Monti della Meta. Es ist Mitglied der Comunità Montana Valle di Comino. Zur Gemeinde gehören die Ortsteile Casalcassinese und Serre. Die Nachbargemeinden sind Filignano (IS), Pozzilli (IS), Vallerotonda und Viticuso.

Libro internazionale scritto in tedesco, prodotto e pubblicato in Germania.

—————————————————————————————————–

 

MEMORIA DI CASA NOSTRA: storia, costumi, folkore di un lembo di Ciociaria (Viticuso, Acquafondata, Casalcassinese)

di

prof. Antonio Iannetta (1974)

editore: Piccola città bianca

Storia , costume e folkore di Viticuso ed Acquafondata (1974). Pagine 254

Relativo alle origini ed alla storia di  Viticuso, Acquafondata e Casalcassinese. Interessante fonte di notizie  di ricchezza storica e culturale per chi voglia meglio conoscere questo meraviglioso lembo di Ciociaria.

 

—————————————————————————————————–

 

 

LA CIOCIARIA TRA SCRITTORI E CINEASTI

di  Zangrilli F., Bonaviri G., La Ciociaria tra letteratura e cinema, Metauro ed., Pesaro 2002.

Il volume collettivo La Ciociaria tra scrittori e cineasti, edito per i tipi della Metauro Edizioni a cura di Franco Zangrilli, offre un esempio di riflessione critica sulla provincia italiana, la Ciociaria in questo caso, permettendo di osservare approfonditamente questo carattere di “liquidita” nel rapporto fra geografia e cultura, oltre a fornire un gran numero di spunti saggistici in relazione alla realta territoriale del Lazio Meridionale.

—————————————————————————————————–

 

IL BRIGANTAGGIO POSTUNITARIO

di Ivan Colella

Il brigantaggio postunitario. Cause ed origini con la breve biografia del capobanda Domenico Fuoco. Profilo storico dell’On. Antonio Alfieri D’Evandro deputato del Primo Parlamento Italiano con documenti della sua attività politica, Tipogr. Pontone, Cassino 2009; pagg. 64 illustr. b./n., f.to cm. 15×21; s. pr.

—————————————————————————————————–

ALL’INSEGNA DELLA CACCIA

————————————————————————————

 

GENTE DI CIOCIARIA

Il volume raccoglie un’indagine particolareggiata sulla Gente di Ciociaria. viaggio nel tempo, nel suo territorio storico, oggi molto cambiato. Raccolta di attestazioni del passato, racconti, fatti, immagini d’epoca messi  a confronto con materiali più recenti, raccolti presso gli ultimi testimoni, contadini, pastori,boscaioli. Ricerca sulle condizioni di vita, sui valori, sulle vicende storiche e sociali vissute dalla gente ciociara all’interno dei territori ed ambienti di nascita, di migrazione e di lavoro nel periodo che va  dal 1750 al 1950. (Museo di Arce)

——————————————————————–

CIOCIE CON LE ALI  in Ciociaria,

di Bragaglia A. G.,

Il Bragaglia cerca un «Regno Ciociaro»